Feeds:
Articoli
Commenti

Stavo per preparami un intervento di due minuti da fare oggi in un incontro fra cittadini palermitani, futuro sindaco e futuri assessori, lo ricordo alle 18 a Villa Bordonaro in via del Fante. Non so se riuscirò a sintetizzarlo in due minuti, non so se riuscirò ad avere il tempo fra mille interventi e comunque io sono persona di scrittura e non di parola.

A memoria mia e del mio interlocutore principale, Francesco Giambrone, futuro assessore alla cultura, di quanti vogliono ragionare su una città migliore, ecco il mio piccolo contributo:

La memoria e la nostalgia ricorrono protagoniste in questa campagna elettorale, come qualcosa che bisogna giustificare e arricchire di un aggettivo buono che è l’esperienza. Nel caso dell’assessorato alla cultura, il ricordo è inevitabile perché avremo l’assessore che per più tempo ha ricoperto questo incarico.

La mia memoria della cultura a Palermo è fatta di luoghi e di persone. Due luoghi sono Villa Trabia e i cantieri culturali alla Zisa, di quest’ulmino si è tanto parlato di recente che credo ci siano buoni suggerimenti su come proteggerlo dal vandalismo delle future amministrazioni.

Le persone sono tante, la maggior parte delle quali fa parte (come me) di quella schiera di scoraggiati che neanche cerca più un’occupazione nel mondo dello spettacolo (e della cultura in genere), o come altri ha più fortunatamente cambiato mestiere. Questo è da imputare al cambiamento politico non soltanto di Palermo ma dell’Italia tutta, al suo livellamento in basso. Chi in passato ha fatto cultura o ha soltanto fruito cultura, negli ultimi 11 anni si è talmente depressa da rimuovere, dimenticare.

Una sera del 2008 mia figlia, a Londra, è andata a vedere con la sua scuola di recitazione uno spettacolo di Pina Baush, telefonandomi  durante l’intervallo: “ma non mi avevi detto che Pina Baush aveva fatto uno spettacolo su Palermo!” In realtà glielo avevo raccontato e le avevo raccontato tante altre cose a cui lei faceva fatica a credere, come quella volta che mi ero trovata seduta accanto a Harold Pinter in una prova spettacolo per tecnici e lui ci chiedeva cosa ne pensavamo della sua scenografia, noi? Lei ricordava invece gli spettacoli per bambini, le feste e i Carnevali a Villa Trabia, soprattutto ricordava la mia felicità di allora.

I nostri anni buoni sono troppo dolorosi da ricordare, le giunte Cammarata sono riuscite a cancellare la memoria della Palermo felice e dei suoi protagonisti. Va anche detto che forse qualcosa poteva essere fatto allora perché quell’esperienza potesse lasciare un orma virtuosa, un passo incancellabile, un mattoncino, un paletto, qualcosa di meno effimero della nostra memoria.

Ma non recriminiamo, costruiamo piuttosto, siamo quì per questo

Dei luoghi della cultura si è già parlato e vorrei parlare delle persone, non tanto dei protagonisti principali ma della miriade di comprimari con cui, alomeno io, sono entrata in contatto in quegli anni.

Il fatto che Palermo sia riuscita ad essere per un periodo capitale della cultura  ha significato il movimento di un indotto professionale non indifferente, fatto di gente dello spettacolo, tecnici, studenti, svariata manovalanza che è cresciuta anno dopo anno con l’allestimento del festino, del capodanno in piazza, del Festival sul Novecento, dell’estate palermitana e poi il tempo scuola, la città dei ragazzi e un oceano di spettacoli e interventi culturali che si svolgevano tutto l’anno. Da un lato c’era una città che fruiva, dall’altro una che cresceva, trovando occupazione, anche se precaria.

In ogni edizione del festino di quegli otto in cui ho lavorato alla sua preparazione, la selezione di una buona squadra era la parte più difficile, avevo dei bravissimi assistenti e persone inadeguate, sono riuscita anche a coinvolgere dei lavoratori socialmente utili, a nessuno di loro però ho potuto certificare le proprie competenze. Pochissime di queste persone sono attualmente impegnate nel mondo dello spettacolo, certamente non le migliori.

Abbiamo sparso mestiere come sabbia in un deserto, quando invece si poteva tirare su una categoria altamente competente, una scuola di scenografia da strada che avrebbe potuto lavorare in altre realtà, stessa cosa per la sartoria teatrale. Parlo ovviamente dei miei mestieri, ma posso allargarmi a tutti quelli tecnici, dello spettacolo e di altri eventi culturali, quelli esenti dalla necessaria discrezionalità artistica: luci, fonica, assistenza alla regia, direzione di scena, allestimento, montaggio.

Certo adesso le finanze del comune sono di parecchio più disastrate di allora e non so quanto di quella Palermo potrà rivivere, ma vorrei che si facesse in modo che, anche un dieci per cento di quelle attività, fosse più virtuoso e contribuisse alla formazione di categorie di lavoratori della cultura e dello spettacolo. Vorrei che questa gente possa crescere insieme alla città, come una volta, ma questa volta in un dialogo scambievole che accresca e certifichi le competenze di ognuno, così che queste possano essere spese in futuro e altrove, così da attirare un circuito di docenti e discenti: una grande scuola di formazione a basso costo

Come fare questo?

Io credo che l’esperienza possa avere fornito gli strumenti per aggirare i vecchi errori e suggerire dei rapporti più trasparenti fra l’assessorato e coloro che lavorano nel mondo della cultura. Già 20 anni fa si fecero delle innovazioni epocali rompendo il meccanismo dei finanziamenti a pioggia, fornendo spazi e servizi alle piccole compagnie.

Adesso, quell’innovazione tecnologica (web 2.0) che ci ha permesso una campagna elettorale viva ed economica, un contatto con gli elettori mai visto in passato, ci può aiutare a creare un meccanismo di feedback (scusate l’inglese ma non trovo la traduzione) per cui il cittadino può dare dei voti agli spettacoli, può commentarli, in modo da favorire la scelta dei finanziamenti e delle programmazioni. Lo stesso si può fare con i singoli lavoratori del mondo dello spettacolo.

Si può andare verso la costutuzione di un portfolio (scusate ancora l’inglese) di ogni compagnia ma anche di ogni lavoratore, a quest’ultimo obbligatoriamente dovranno contribuire coloro che chiedono finanziamenti per la propria compagnia. Il concetto dovrebbe essere: tu mi chiedi dei soldi io e ti chiedo in cambio l’utilizzo di maestranze che siano state certificate da altre compagnie che hanno lavorato prima di te. Ogni compagnia, al momento del rendiconto, dovrà fornire il feedback delle varie competenze. Ogni singolo potrebbe così acquisire dei punteggi di merito che sono quelli che rispondono a criteri di affidabilità, bravura e rispetto dei tempi. Questo apprendimento in progress potrebbe poi essere arricchito da lezioni aperte tenute da artisti affermati (scenografi, registi, costumisti, lighting designers) in tournée a Palermo per conto del comune.

Parliamone

ImmagineQuelli che votano Leoluca Orlando perché …

- tra tutti i candidati a sindaco di Palermo è quello più dotato delle caratteristiche necessarie (passione, esperienza, competenza e relazioni internazionali) per risollevare la città dalla disastrosa situazione in cui l’hanno lasciata le giunte Cammarata e tutte le forze politiche di centro-destra che le hanno appoggiate;

- il suo programma non è un libro dei sogni da delegare ad un leader, ma un progetto realistico e collettivo che richiede partecipazione e controllo dal basso, che, guardando al presente e al futuro, si pone in continuità con le realizzazioni prevalentemente positive delle Giunte della “primavera palermitana”, facendo tesoro anche della riflessione sugli obiettivi mancati e sui limiti di quell’esperienza;

- non farà mai alleanze con quanti hanno sostenuto le Giunte Cammarata, con quanti sostengono il Governo Lombardo e, più in generale, con tutti gli opportunisti e i trasformisti sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori;

- la sua elezione a Sindaco avrebbe un valore che va oltre la città di Palermo, potrebbe contribuire ad un analogo cambiamento al Governo della Regione per rompere il sistema di potere clientelare e consociativo che da troppo tempo soffoca la Sicilia.

Primi firmatari:

Annalisa Aiello, Piera Anello, Flora Arcuri, Gilda Arcuri, Angela Maria Arici, Marcello Arici, Massimo Attanasio, Maria Luisa Balbo, Piero Barbera, Silvano Barraja, Agata Bazzi, Marco Betta, Giuliette Blamont, Antonio Blandino Alamia, Eugenio Blandino Alamia, Lucia Bonaffino, Giuseppe Bono, Antonio Boscia, Maria Pia Bottino, Giuliana Brucato, Salvatore Brucato, Pippo Bruno, Adele Bucalo Triglia, Alessandro Busacca, Giuseppe Cabibbo, Aurelio Calafiore, Piero Caldarera, Augusto Canonico, Francesco Cantafia, Corrado Carpintieri, Antonio Chella, Giuseppe Cipolla, Maria Adele Cipolla, Saverio Cipriano, Emilia Colajanni, Luigi Colajanni, Carlo Columba, Michele Cometa, Aldo Costa, Mario Cottone, Francesco Crescimanno, Zaher Darwish, Anna Maria De Filippi, Giusi De Santes, Gabriella Di Buono, Margherita Di Girolamo, Michele Di Girolamo, Flora Di Legami, Pippo Di Liberto, Bruno Di Maio, Enrico Di Stefano, Alfonso Dilio, Daniela Dioguardi, Giovanna Dolcemascolo, Amedeo Falci, Cristina Fatta Del Bosco, Salvo Fedele, Francesco Ferla, Emilia Ferruzza, Giovanni Fiandaca, Aldo Fici, Maria Floriano, Anna Flugy, Sergio Franchina, Mosè Galluzzo, Rosellina Garbo, Marina Gaziano, Giovanni Gentile, Vincenzo Gervasi, Maurizio Giambalvo, Daniela Giangrasso, Emanuele Giarrizzo, Arturo Grassi, Annalisa Greco, Mimma Grillo, Filippo Grippi, Francesco Guadalupi, Maria Guagliardito, Riccardo Gueci, Francesco Guttadauro, Maurizio Guzzardo, Loredana Iapichino, Rosalba Imburgia, Serena Indovina, Claudia La Franca, Maurizio Leone, Giuseppe Lo Manto, Caterina Lo Presti, Girolamo Lo Verso, Maria Grazia Lunetta, Alessandra Manzella, Anna Maraventano, Maria Luisa Marchetta, Giuseppe Carlo Marino, Rosalia Marino, Antonio Marsala, Giovanni Mazzara, Lucia Mazzarella, Sergio Milan, Giancarlo Minaldi, Daniela Moggi, Maria Luisa Mondello, Clara Monroy, Donatella Natoli, Giuseppe Nicolaci, Valeria Parasporo, Eugenia Parodi Giusino, Francesco Petruzzella, Giusto Picone, Maria Gabriella Pucci, Tiziana Raia, Maurizio Raineri, Gianna Ratto, Leontine Regine, Gabriella Renier Filippone, Laura Restuccia, Antonio Riolo, Claudio Riolo, Fernando Riolo, Rosana Rizzo, Santi Rizzo, Antonio Romano, Michelina Sacco, Filippo Salvia, Leonardo Samonà, Fabio Sanfilippo, Anna Sangiorgi, Giovanni Saverio Santangelo, Salvatore Savoia, Daniela Schimicci, Elio Sciarrino, Armando Sorrentino, Giuseppe Sunseri, Rosemarie Tasca, Anita Titi Basile, Sebastiano Torcivia, Pino Toro, Maurizio Toscano, Francesca Traina, Alberto Tulumello, Diamante Turri, Carolina Tutone, Renato Tutone, Donatella Urso Grasso, Mirella Urso, Francesca Vassallo, Vittorio Villa, Teresa Vittorelli Corrao

Per aderire, scrivere a quellichevotanoorlandosindaco@gmail.com indicando nome e cognome

l’appello autofinanziato dai firmatari è comparso stamattina su Repubblica Palermo

ImmagineQuelli che votano Leoluca Orlando perché …

tra tutti i candidati a sindaco di Palermo è quello più dotato delle caratteristiche necessarie (passione, esperienza, competenza e relazioni internazionali) per risollevare la città dalla disastrosa situazione in cui l’hanno lasciata le giunte Cammarata e tutte le forze politiche di centro-destra che le hanno appoggiate; – il suo programma non è un libro dei sogni da delegare ad un leader, ma un progetto realistico e collettivo che richiede partecipazione e controllo dal basso, che, guardando al presente e al futuro, si pone in continuità con le realizzazioni prevalentemente positive delle Giunte della “primavera palermitana”, facendo tesoro anche della riflessione sugli obiettivi mancati e sui limiti di quell’esperienza; – non farà mai alleanze con quanti hanno sostenuto le Giunte Cammarata, con quanti sostengono il Governo Lombardo e, più in generale, con tutti gli opportunisti e i trasformisti sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori; – la sua elezione a Sindaco avrebbe un valore che va oltre la città di Palermo, potrebbe contribuire ad un analogo cambiamento al Governo della Regione per rompere il sistema di potere clientelare e consociativo che da troppo tempo soffoca la Sicilia.

Primi firmatari:

Annalisa Aiello, Piera Anello, Flora Arcuri, Gilda Arcuri, Angela Maria Arici, Marcello Arici, Massimo Attanasio, Maria Luisa Balbo, Piero Barbera, Silvano Barraja, Agata Bazzi, Marco Betta, Giuliette Blamont, Antonio Blandino Alamia, Eugenio Blandino Alamia, Lucia Bonaffino, Giuseppe Bono, Antonio Boscia, Maria Pia Bottino, Giuliana Brucato, Salvatore Brucato, Pippo Bruno, Adele Bucalo Triglia, Alessandro Busacca, Giuseppe Cabibbo, Aurelio Calafiore, Piero Caldarera, Augusto Canonico, Francesco Cantafia, Corrado Carpintieri, Antonio Chella, Giuseppe Cipolla, Maria Adele Cipolla, Saverio Cipriano, Emilia Colajanni, Luigi Colajanni, Carlo Columba, Michele Cometa, Aldo Costa, Mario Cottone, Francesco Crescimanno, Zaher Darwish, Anna Maria De Filippi, Giusi De Santes, Gabriella Di Buono, Margherita Di Girolamo, Michele Di Girolamo, Flora Di Legami, Pippo Di Liberto, Bruno Di Maio, Enrico Di Stefano, Alfonso Dilio, Daniela Dioguardi, Giovanna Dolcemascolo, Amedeo Falci, Cristina Fatta Del Bosco, Salvo Fedele, Francesco Ferla, Emilia Ferruzza, Giovanni Fiandaca, Aldo Fici, Maria Floriano, Anna Flugy, Sergio Franchina, Mosè Galluzzo, Rosellina Garbo, Marina Gaziano, Giovanni Gentile, Vincenzo Gervasi, Maurizio Giambalvo, Daniela Giangrasso, Emanuele Giarrizzo, Arturo Grassi, Annalisa Greco, Mimma Grillo, Filippo Grippi, Francesco Guadalupi, Maria Guagliardito, Riccardo Gueci, Francesco Guttadauro, Maurizio Guzzardo, Loredana Iapichino, Rosalba Imburgia, Serena Indovina, Claudia La Franca, Maurizio Leone, Giuseppe Lo Manto, Caterina Lo Presti, Girolamo Lo Verso, Maria Grazia Lunetta, Alessandra Manzella, Anna Maraventano, Maria Luisa Marchetta, Giuseppe Carlo Marino, Rosalia Marino, Antonio Marsala, Giovanni Mazzara, Lucia Mazzarella, Sergio Milan, Giancarlo Minaldi, Daniela Moggi, Maria Luisa Mondello, Clara Monroy, Donatella Natoli, Giuseppe Nicolaci, Valeria Parasporo, Eugenia Parodi Giusino, Francesco Petruzzella, Giusto Picone, Maria Gabriella Pucci, Tiziana Raia, Maurizio Raineri, Gianna Ratto, Leontine Regine, Gabriella Renier Filippone, Laura Restuccia, Antonio Riolo, Claudio Riolo, Fernando

Riolo, Rosana Rizzo, Santi Rizzo, Antonio Romano, Michelina Sacco, Filippo Salvia, Leonardo Samonà, Fabio Sanfilippo, Anna Sangiorgi, Giovanni Saverio Santangelo, Salvatore Savoia, Daniela Schimicci, Elio Sciarrino, Armando Sorrentino, Giuseppe Sunseri, Rosemarie Tasca, Anita Titi Basile, Sebastiano Torcivia, Pino Toro, Maurizio Toscano, Francesca Traina, Alberto Tulumello, Diamante Turri, Carolina Tutone, Renato Tutone, Donatella Urso Grasso, Mirella Urso, Francesca Vassallo, Vittorio Villa, Teresa Vittorelli Corrao

Per aderire, scrivere a quellichevotanoorlandosindaco@gmail.com indicando nome e cognome

l’appello autofinanziato dai firmatari è comparso stamattina su Repubblica Palermo

E così, a una settimana dal voto, un pranzo domenicale in famiglia diventa terreno di scontro sulle primarie, perché ancora se ne parla e non se ne riesce a fare a meno. E si dice “basta! Parliamo d’altro per favore” e poi invece si ci ritorna. E arriva l’inevitabile déjà vu di quarant’anni fa, quando nella stessa famiglia il terreno di scontro era la diaspora dal PCI ai gruppi extraparlamentari, adesso invece non si capisce nulla. Abbiamo tutti ragione e tutti torto. Nessuno di noi ha votato con passione, si è scelto il meno peggio, e neanche questo è stato facile, s’è cambiata idea tante volte e alla fine si è votato con rabbia o con rassegnazione. Chi in passato è stato frondista ora ha invocato il voto utile, chi è sempre stato moderato, una volta per tutte ha scelto la provocazione, costi quel che costi; altri sono proprio rimasti a casa. Eccola la nostra famiglia di sinistra: volersi bene e discutere sempre. Ma farsi del male no, per favore, adesso basta. Cosa ci vuole per mettersi attorno ad un tavolo e ragionare? Cosa ci vuole per assumersi tutti le proprie responsabilità, stilare un programma comune e trovare un’unione su quello piuttosto che sulle persone? Le faide sui personaggi della politica si chiamano populismo, i programmi sono invece partecipazione al bene comune. Ci vuole fatica, ci vuole mediazione, ci vuole pazienza, bisogna sotterrare le asce di guerra, sopire i vecchi rancori. Vent’anni fa, dopo le stragi, capimmo che non c’era più nessuno a difenderci dalla mafia e siamo scesi tutti in piazza. Oggi siamo forse messi peggio, nessuno è morto ma la sinistra lo sembra per davvero. Il nemico è più subdolo ed è dentro di noi, abbandoniamolo alla sua deriva verso destra e chiamiamoci ancora con più orgoglio “sinistra”, una sinistra di unione passionale, di liberazione generale. Forse non ci saranno più i partiti ma la capacità di aggregarsi sulle istanze comuni si, questo è il sale della democrazia. Dopo vent’anni diamoci di nuovo una smossa, con la morte di Falcone sembrava che ci fosse morto il padre, adesso sembra che ci sia crollata addosso la casa, la casa della sinistra. Non abbiamo più chi delegare, siamo soli e tutto è da rifare. In casi simili siamo stati capaci di essere grandi, cerchiamo di esserlo ancora una volta, perché non c’è scelta.

Io credo che con onestà si possa iniziare a parlare di programmi, a breve, a lunga o a lunghissima scadenza, questo dipenderà dalle forze che si riusciranno ad aggregare attorno ai programmi e alle idee. Io sono convinta che vale sempre la pena combattere per le idee, le proposte, i programmi, meno per le persone. Queste primarie si sono fermate sulle persone, sulla loro capacità o meno di essere combattive, di aggregare consensi. Ci si è chiesto di meno, e forse non se lo sono chiesti neanche i candidati, se i loro programmi valevano la pena di essere presi in considerazione, se c’era materia su cui lavorare. Tutto questo si deve ancora fare e forse sarà tardi per questo turno, ma la politica non deve mai fermarsi alla imminente tornata elettorale, piuttosto prevedere gli scenari futuri, intercettare i movimenti di pensiero, trovare parole nuove e nuove chiavi di lettura per stravolgimenti della storia pari a quello che stiamo attraversando adesso.

No, non siamo stati capaci di farla questa rivoluzione e mi sovviene il primo esperimento di primarie a Palermo in cui ciò che adesso è PD cercò di delegittimarle, rovesciando tavolini, portando truppe cammellate, cannibalizzando i movimenti. Ma allora non potevo prevedere ciò che è successo adesso, in confronto quella situazione pare idillliaca.

In tutta Italia il PD viene sconfitto alle primarie da un’ala che sta alla sua sinistra, solo a Palermo ha prevalso una fronda che sta alla sua destra.

Ma se le primarie sono state una resa dei conti interna al PD direi che di questo Pd possiamo facilmente fare a meno, che si sposti a destra, sembra che lo abbia sempre voluto, per il povero Bersani… ce ne faremo una ragione. Pensiamo piuttosto a creare qualcosa di credibile a sinistra, cerchiamo un accordo fra SEL, IDV, verdi… che non sia il populismo palermitano (e non mi riferisco ad Orlando)…. E se non si mettono d’accordo io punterei su SEL, altrimenti si crei qualcos’altro: un movimento che si occupi di recuperare i fondi europei che altrimenti vanno perduti, per l’ambiente, per lo sviluppo della cultura e del turismo, per il rilancio dell’agricoltura, per lo sviluppo delle energie rinnovabili, per tutti quei temi che non sono stati trattati in campagna elettorale (a favore di scontri e delegittimazioni fra i candidati), determinando il vuoto di affezione che abbiamo riscontrato alle primarie.

Montagnalonga entra nell’Archivio Casarrubea.

Ricevo su facebook e volentieri inoltro, la traduzione è imperfetta ma la lascio così per sottolineare il carattere di estemporaneità ed emergenza del momento:
“Esiste un complotto internazionale con obbiettivo la cancellazione del mio paese. Hanno iniziato dal 1975 con obbiettivo la civiltà neo-greca, hanno continuato con la distorsione della nostra storia contemporanea e della nostra identità culturale ed adesso stanno cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fa…me e la miseria. Se il popolo greco non prende la situazione in mano per ostacolarli, il pericolo della sparizione della Grecia è reale. Io lo colloco entro i prossimi 10 anni. Di noi, resterà solo la memoria della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà. Fino il 2009 il problema economico non era grave. Le grandi ferite della nostra economia erano la spesa esagerata per la difesa del paese e la corruzione di una parte dei politici e dei giornalisti. Per queste due ferite, però, erano corresponsabili anche dei paesi stranieri. Come la Germania, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti che guadagnavano miliardi di euro da noi con la vendita annuale di materiale bellico. Questa emorragia continua, ci metteva in ginocchio e non ci permetteva di crescere, mentre offriva grandi ricchezze ai paesi stranieri. Lo stesso succedeva con il problema della corruzione. La società tedesca Siemens manteneva un settore che si occupava della corruzione dei nostri politici per poter piazzare i suoi prodotti nel mercato greco. Di conseguenza, il popolo greco è stata vittima di questo duetto di ladri, Greci e Tedeschi che si arricchivano sulle sue spalle. E’ evidente che queste due ferite potevano essere evitate se la leadership dei due partiti di potere (filo americani) non avessero raccolto elementi corrotti, i quali, per coprire l’emorragia di ricchezze (che erano prodotto del lavoro del popolo greco) verso le casse di paesi stranieri, si sono rivolti a prestiti esagerati, con il risultato del aumento del debito pubblico fino a 300 miliardi di euro, cioè 130% del Pil. Con questo sistema, le forze straniere che ho riferito sopra, guadagnavano il doppio. Prima con la vendita di armi e dei loro prodotti e secondo dai tassi d’interesse dei capitali prestati ai vari governi e non al popolo. Perché come abbiamo visto, il popolo era la vittima principale in ambedue i casi. Un esempio solo vi convincerà. I tassi d’interesse di un prestito di 1 miliardo di dollari che ha contratto Andreas Papandreou nel 1986 dalla Francia, sono diventati 54 miliardi di euro e sono stati finalmente saldati nel…2010! Il Sig. Giunker ha dichiarato un anno fa, che aveva notato questa grande emorragia dei Greci a causa di spese enormi (ed obbligatorie) per l’acquisto di vari armamenti dalla Germania e dalla Francia. Aveva capito che i nostri venditori ci portavano direttamente ad una catastrofe sicura ma ha confessato pubblicamente che non ha reagito minimamente, per non colpire gli interessi dei suoi paesi amici!   Nel 2008 c’è stata la grande crisi economica in Europa. Si conseguenza era normale che si risentisse anche l’economia greca. Il livello di vita, abbastanza alto (eravamo tra i 30 paesi più ricchi del mondo), è rimasto invariato. C’è stata, però, la crescita del debito pubblico. Ma il debito pubblico non porta obbligatoriamente alla crisi economica. I debiti dei grandi paesi come gli USA e la Germania, si contano in tris miliardi di euro. Il problema l’esistenza della crescita economica e la produzione. In tal caso, si può prendere prestiti dalle grandi banche con tasso fino al 5%, fino alla fine della crisi. In questa posizione esattamente ci trovavamo nel 2009, quando c’è stato il cambio del governo nel Novembre ed è diventato primo ministro Giorgio Papandreou. Per capire cosa ne pensa oggi il popolo greco della sua politica catastrofica, vi dico questi due numeri: alle elezioni del 2009 il partito socialista ha preso il 44% dei voti. Oggi le proiezioni lo portano al 6%. Papandreou avrebbe potuto affrontare la crisi economica (che rispecchiava quella europea) con prestiti dalle banche straniere con il tasso abituale, cioè sotto al 5%. Se avesse fatto questo, non sarebbe stato alcun problema per il nostro paese. Anzi, sarebbe successo l’incontrario perché eravamo in una fase di crescita economica. Papandreou, però, aveva iniziato il suo complotto contro il proprio popolo dall’estate del 2009, quando si è incontrato segretamente con il Sig. Stros Chan, con l’obbiettivo di portare la Grecia sotto l’ombrello del FMI (Fondo Monetario Internazionale). L’informazione di questo incontro è stata resa pubblica direttamente dal Presidente del FMI. Per arrivare, però, sotto il controllo del FMI, bisognava stravolgere la situazione economica reale del nostro paese, far impaurire le grandi banche ed alzare i tassi d’interesse per i prestiti a numeri proibitivi. Questa operazione meschina è iniziata con l’aumento falso del debito interno, dal 9,2% al 15%. Per questa operazione criminale, il Pm Sig. Peponis, ha chiesto 20 giorni fa, il rinvio a giudizio per Papandreou e Papakostantinou (Ministro dell’economia). Ha seguito la campagna sistematica in Europa di Papandreou e del Ministro dell’economia che è durata 5 mesi, per convincere gli europei che la Grecia è un Titanic pronto per andare a fondo, che i greci sono corrotti, pigri e di conseguenza incapaci di affrontare i problemi del paese. Dopo ogni loro dichiarazione, i tassi d’interesse salivano, al punto di non poter ottenere alcun prestito e di conseguenza il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea hanno preso la forma dei nostri salvatori, mentre nella realtà era l’inizio della nostra morte. Nel Maggio del 2010 è stato firmato da un solo Ministro il famoso primo accordo di salvataggio. Il diritto greco, in questi casi, esige, per un accordo così importante, il voto favorevole di almeno tre quinti del parlamento. Pertanto, in sostanza, il primo accordo e la Troica che oggi governa in Grecia, agiscono in modo completamente illegale non solo per il diritto greco ma anche per quello europeo. Dal quel momento fino ad oggi, se i gradini che portano alla nostra morte sono venti, siamo già scesi più della metà. Immaginate che con questo secondo accordo, per la nostra “salvezza”, offriamo a questi signori la nostra integrità nazionale e i nostri beni pubblici. Cioè Porti, Aeroporti, Autostrade, Elettricità, Acqua, ricchezze minerali ecc. ecc. ecc. i nostri, inoltre, monumenti nazionali come l’Acropolis, Delfi, Olympia, Epidauro ecc. ecc. ecc. perché con questi accordi abbiamo rinunciato ad eventuali rincorsi. La produzione si è fermata, la disoccupazione è salita al 20%, hanno chiuso 80.000 negozi, migliaia di piccole fabbriche e centinaia di industrie. In totale hanno chiuso 432.000 imprese. Decine di migliaia di giovani laureati lasciano il paese che ogni giorno si immerge in un buio medioevale. Migliaia di cittadini ex benestanti, cercano nei cassonetti d’immondizia e dormono per strada. Nel fra tempo si dice che siamo vivi grazie alla generosità dei nostri “salvatori”, dell’Europa, delle banche e del Fondo Monetario Internazionale. In realtà, ogni pacchetto di decine di miliardi con i quali viene addebitata la Grecia, torna per intero indietro, mentre noi ci accogliamo nuovi incredibili tassi d’interesse. E siccome c’è bisogno di continuare a funzionale lo stato, gli ospedali, le scuole ecc. la troica carica di extra tasse (assolutamente nuove) gli strati più deboli della società e li porta direttamente alla fame. Una situazione generalizzata di fame, abbiamo avuto all’inizio dell’occupazione nazista nel 1941 con 300.000 morti in 6 mesi. Adesso rivediamo la stessa situazione. Se si pensa che l’occupazione nazista ci è costata 1 milione di morti e la distruzione totale del nostro paese, com’è possibile per noi greci di accettare le minacce della sig.ra Merkel e l’intenzione dei tedeschi di installare un nuovo gaulaighter… e questa volta con la cravatta… E per dimostrare quant’è ricca la Grecia e quanto lavoratori sono i greci, che sono coscienti del Obbligo di Libertà e dell’amore verso la propria patria, è l’epoca dell’occupazione nazista dal 1941 all’Ottobre del 1944. Quando gli SS e la fame uccidevano 1 milione di persone e la Vermacht distruggeva sistematicamente il paese, derubando la produzione agricola e l’oro dalle banche greche, i greci hanno fondato il movimento di solidarietà nazionale che ha sfamato la popolazione ed hanno creato un esercito di 100.000 partigiani che ha costretto i tedeschi di essere presenti in modo continuo con 200.000 soldati. Contemporaneamente, i greci, grazie al proprio lavoro, sono riusciti non solo a sopravvivere ma a sviluppare, sotto condizioni di occupazione, l’arte neo greca soprattutto i settori di letteratura e di musica. La Grecia ha scelto la via del sacrificio per la libertà e la sopravvivenza. Anche allora ci hanno colpito senza ragione e noi abbiamo risposto con la Solidarietà e la Resistenza e ci siamo riusciti. La stessa cosa esattamente facciamo anche adesso ed abbiamo la certezza che il vincitore finale sarà il popolo greco. Questo messaggio mando alla Sig.ra Merkel ed al Sig. Soible, dichiarando che rimango sempre amico del Popolo Tedesco ed ammiratore del suo grande contributo alla Scienza, la Filosofia, l’Arte e soprattutto alla Musica! E forse, la miglior dimostrazione di questo è che tutto il mio lavoro musicale a livello mondiale, l’ho affidato a 2 grandi editori tedeschi “Schott” e “v. Breitkopf” con cui ho un’ottima collaborazione. Ci minacciano di mandarci via dall’Europa. Ma se l’Europa non ci vuole 1 volta, noi, questa Europa di Merkel e Sarkozi, non la vogliamo 10 volte. Oggi è domenica 12 Febbraio. Mi sto preparando per prendere parte con Manolis Glezos, l’eroe che ha tirato giù la svastica dall’Acropolis, dando così il segnale per l’inizio non solo della resistenza greca ma di quella europea contro Hitler. Le strade e le nostre piazze si riempiranno di centinaia di migliaia di cittadini che esprimeranno la propria rabbia contro il governo e la troica. Ho sentito ieri il nostro Primo ministro – banchiere rivolgendosi al popolo greco, dire che “siamo arrivati all’ora zero”. Chi, però, ci ha portati all’ora ZERO in due anni? Le stesse persone che invece di trovarsi in prigione, ricattano i parlamentari per firmare il nuovo accordo, peggio dal primo, che sarà applicato dalle stesse persone con gli stessi metodi che ci hanno portato all’ora ZERO! Perché? Perché questo ordina l’FMI e l’Eurogroup ricattandoci che se non obbediremo ci sarà il fallimento… Qui assistiamo al teatro della paranoia. Tutti questi signori, che in sostanza ci odiano (greci e stranieri) e che sono gli unici responsabili della situazione drammatica alla quale hanno portato il paese, minacciano, ricattano, ordinano con l’unico scopo di continuare la loro opera distruttiva, cioè di portarci sotto l’ora ZERO, fino alla nostra sparizione definitiva. Siamo sopravvissuti nei secoli, in condizioni molto difficili ed è certo che se ci porteranno con la forza, con la violenza, al penultimo gradino prima della nostra morte, i Greci, non solo sopravvivranno ma rinasceranno. Questo momento, presto tutte le mie forze all’unione  dinamica del popolo greco. Sto cercando di convincerlo che la Troica e l’FMI non è una strada senso unico. Che esistono anche altre soluzioni. Guardare anche verso la Russia per una collaborazione economica, per lo sfruttamento delle nostre ricchezze minerarie, con condizioni diverse, a favore dei nostri interessi. Per quanto riguarda l’Europa, propongo di interrompere l’acquisto di armamenti dalla Germania e dalla Francia. E dobbiamo fare tutto il possibile per prendere i nostri soldi, che la Germania ancora non ha saldato dal periodo della guerra. Tale somma ad oggi è quasi 500 miliardi di euro!!! L’unica forza che può realizzare questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unito in un enorme Fronte di Resistenza e Solidarietà, per mandare via la Troica (FMI e Banche) dal paese. Nel fra tempo devono essere considerati nulli tutti gli accordi illegali (prestiti, tassi d’interesse, tasse, svendita del paese ecc.). naturalmente, i loro collaboratori greci, che sono già condannati nella coscienza popolare come traditori, devono essere puniti. In questo scopo (l’Unione di tutto il Popolo) sono totalmente dedicato e credo che alla fine ce la faremo. Ho fatto la guerra con le armi in mano contro l’occupazione nazista. Ho conosciuto i sotterranei della Gestapo. Sono stato condannato a morte dai Tedeschi e sono vivo per miracolo. Nel 1967 ho fondato il PAM, la prima organizzazione di resistenza contro i colonnelli. Ho agito nell’illegalità contro la dittatura. Sono stato arrestato ed imprigionato nel “mattatoio” della dittatura. Alla fine ho sopravvissuto ancora. Oggi ho 87 anni ed è molto probabile non riuscire a vedere la salvezza della amata patria. Ma morirò con la mia coscienza tranquilla, perché continuo a fare le mie battaglie per gli ideali della Libertà e del Diritto fino alla fine.”
Mikis Theodorakis

da Wikipedia:

Mikis Theodorakis, (in greco Μίκης Θεοδωράκης, IPA: [ˈmikis θe̞ˌo̞ðo̞ˈrakis] (Isola di Chio, 29 luglio 1925), è  un compositore greco, famoso anche per il suo impegno nella vita politica del suo paese.

Diplomato al Conservatorio dell’Odeion, negli anni cinquanta compone pezzi sinfonici, musiche per balletto e per film. In seguito approda alla canzone popolare greca, collaborando con il poeta Yiannis Ritsos.

Durante la dittatura militare dei colonnelli (1967-1974) viene imprigionato e torturato, mentre la sua musica viene proibita. Scrive in quel periodo, canzoni tratte da poesie del patriota greco Alexandros Panagulis.

Punto di riferimento per l’opinione pubblica di sinistra, al ritorno della democrazia in Grecia, quando il governo socialista guidato da Andreas Papandreou si trova al centro di alcuni scandali di corruzione, Theodorakis per qualche tempo si schiera con il centro-destra, riconciliandosi con la sinistra soltanto dopo l’uscita di scena di Papandreu.

In Italia la sua notorietà è legata principalmente alla composizione della colonna sonora del film Zorba il greco (1964), nota anche come Sirtaki, nonché alla versione in italiano di alcune canzoni quali Ragazzo che sorride e Un fiume amaro. In quel periodo instaura un rapporto di collaborazione con Iva Zanicchi, per la quale scrive i brani dell’album Caro Theodorakis…Iva: il singolo Un fiume amaro vende oltre un milione di copie. Per Milva scrive l’album Come spiegarti, disco d’oro in Germania nella versione tedesca con il titolo Von Tag zu Tag, successivamente inciso anche in francese.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 181 other followers