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Posts Tagged ‘dittatura’

Ricevo su facebook e volentieri inoltro, la traduzione è imperfetta ma la lascio così per sottolineare il carattere di estemporaneità ed emergenza del momento:
“Esiste un complotto internazionale con obbiettivo la cancellazione del mio paese. Hanno iniziato dal 1975 con obbiettivo la civiltà neo-greca, hanno continuato con la distorsione della nostra storia contemporanea e della nostra identità culturale ed adesso stanno cercando di cancellarci anche materialmente con la mancanza di lavoro, la fa…me e la miseria. Se il popolo greco non prende la situazione in mano per ostacolarli, il pericolo della sparizione della Grecia è reale. Io lo colloco entro i prossimi 10 anni. Di noi, resterà solo la memoria della nostra civiltà e delle nostre battaglie per la libertà. Fino il 2009 il problema economico non era grave. Le grandi ferite della nostra economia erano la spesa esagerata per la difesa del paese e la corruzione di una parte dei politici e dei giornalisti. Per queste due ferite, però, erano corresponsabili anche dei paesi stranieri. Come la Germania, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti che guadagnavano miliardi di euro da noi con la vendita annuale di materiale bellico. Questa emorragia continua, ci metteva in ginocchio e non ci permetteva di crescere, mentre offriva grandi ricchezze ai paesi stranieri. Lo stesso succedeva con il problema della corruzione. La società tedesca Siemens manteneva un settore che si occupava della corruzione dei nostri politici per poter piazzare i suoi prodotti nel mercato greco. Di conseguenza, il popolo greco è stata vittima di questo duetto di ladri, Greci e Tedeschi che si arricchivano sulle sue spalle. E’ evidente che queste due ferite potevano essere evitate se la leadership dei due partiti di potere (filo americani) non avessero raccolto elementi corrotti, i quali, per coprire l’emorragia di ricchezze (che erano prodotto del lavoro del popolo greco) verso le casse di paesi stranieri, si sono rivolti a prestiti esagerati, con il risultato del aumento del debito pubblico fino a 300 miliardi di euro, cioè 130% del Pil. Con questo sistema, le forze straniere che ho riferito sopra, guadagnavano il doppio. Prima con la vendita di armi e dei loro prodotti e secondo dai tassi d’interesse dei capitali prestati ai vari governi e non al popolo. Perché come abbiamo visto, il popolo era la vittima principale in ambedue i casi. Un esempio solo vi convincerà. I tassi d’interesse di un prestito di 1 miliardo di dollari che ha contratto Andreas Papandreou nel 1986 dalla Francia, sono diventati 54 miliardi di euro e sono stati finalmente saldati nel…2010! Il Sig. Giunker ha dichiarato un anno fa, che aveva notato questa grande emorragia dei Greci a causa di spese enormi (ed obbligatorie) per l’acquisto di vari armamenti dalla Germania e dalla Francia. Aveva capito che i nostri venditori ci portavano direttamente ad una catastrofe sicura ma ha confessato pubblicamente che non ha reagito minimamente, per non colpire gli interessi dei suoi paesi amici!   Nel 2008 c’è stata la grande crisi economica in Europa. Si conseguenza era normale che si risentisse anche l’economia greca. Il livello di vita, abbastanza alto (eravamo tra i 30 paesi più ricchi del mondo), è rimasto invariato. C’è stata, però, la crescita del debito pubblico. Ma il debito pubblico non porta obbligatoriamente alla crisi economica. I debiti dei grandi paesi come gli USA e la Germania, si contano in tris miliardi di euro. Il problema l’esistenza della crescita economica e la produzione. In tal caso, si può prendere prestiti dalle grandi banche con tasso fino al 5%, fino alla fine della crisi. In questa posizione esattamente ci trovavamo nel 2009, quando c’è stato il cambio del governo nel Novembre ed è diventato primo ministro Giorgio Papandreou. Per capire cosa ne pensa oggi il popolo greco della sua politica catastrofica, vi dico questi due numeri: alle elezioni del 2009 il partito socialista ha preso il 44% dei voti. Oggi le proiezioni lo portano al 6%. Papandreou avrebbe potuto affrontare la crisi economica (che rispecchiava quella europea) con prestiti dalle banche straniere con il tasso abituale, cioè sotto al 5%. Se avesse fatto questo, non sarebbe stato alcun problema per il nostro paese. Anzi, sarebbe successo l’incontrario perché eravamo in una fase di crescita economica. Papandreou, però, aveva iniziato il suo complotto contro il proprio popolo dall’estate del 2009, quando si è incontrato segretamente con il Sig. Stros Chan, con l’obbiettivo di portare la Grecia sotto l’ombrello del FMI (Fondo Monetario Internazionale). L’informazione di questo incontro è stata resa pubblica direttamente dal Presidente del FMI. Per arrivare, però, sotto il controllo del FMI, bisognava stravolgere la situazione economica reale del nostro paese, far impaurire le grandi banche ed alzare i tassi d’interesse per i prestiti a numeri proibitivi. Questa operazione meschina è iniziata con l’aumento falso del debito interno, dal 9,2% al 15%. Per questa operazione criminale, il Pm Sig. Peponis, ha chiesto 20 giorni fa, il rinvio a giudizio per Papandreou e Papakostantinou (Ministro dell’economia). Ha seguito la campagna sistematica in Europa di Papandreou e del Ministro dell’economia che è durata 5 mesi, per convincere gli europei che la Grecia è un Titanic pronto per andare a fondo, che i greci sono corrotti, pigri e di conseguenza incapaci di affrontare i problemi del paese. Dopo ogni loro dichiarazione, i tassi d’interesse salivano, al punto di non poter ottenere alcun prestito e di conseguenza il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea hanno preso la forma dei nostri salvatori, mentre nella realtà era l’inizio della nostra morte. Nel Maggio del 2010 è stato firmato da un solo Ministro il famoso primo accordo di salvataggio. Il diritto greco, in questi casi, esige, per un accordo così importante, il voto favorevole di almeno tre quinti del parlamento. Pertanto, in sostanza, il primo accordo e la Troica che oggi governa in Grecia, agiscono in modo completamente illegale non solo per il diritto greco ma anche per quello europeo. Dal quel momento fino ad oggi, se i gradini che portano alla nostra morte sono venti, siamo già scesi più della metà. Immaginate che con questo secondo accordo, per la nostra “salvezza”, offriamo a questi signori la nostra integrità nazionale e i nostri beni pubblici. Cioè Porti, Aeroporti, Autostrade, Elettricità, Acqua, ricchezze minerali ecc. ecc. ecc. i nostri, inoltre, monumenti nazionali come l’Acropolis, Delfi, Olympia, Epidauro ecc. ecc. ecc. perché con questi accordi abbiamo rinunciato ad eventuali rincorsi. La produzione si è fermata, la disoccupazione è salita al 20%, hanno chiuso 80.000 negozi, migliaia di piccole fabbriche e centinaia di industrie. In totale hanno chiuso 432.000 imprese. Decine di migliaia di giovani laureati lasciano il paese che ogni giorno si immerge in un buio medioevale. Migliaia di cittadini ex benestanti, cercano nei cassonetti d’immondizia e dormono per strada. Nel fra tempo si dice che siamo vivi grazie alla generosità dei nostri “salvatori”, dell’Europa, delle banche e del Fondo Monetario Internazionale. In realtà, ogni pacchetto di decine di miliardi con i quali viene addebitata la Grecia, torna per intero indietro, mentre noi ci accogliamo nuovi incredibili tassi d’interesse. E siccome c’è bisogno di continuare a funzionale lo stato, gli ospedali, le scuole ecc. la troica carica di extra tasse (assolutamente nuove) gli strati più deboli della società e li porta direttamente alla fame. Una situazione generalizzata di fame, abbiamo avuto all’inizio dell’occupazione nazista nel 1941 con 300.000 morti in 6 mesi. Adesso rivediamo la stessa situazione. Se si pensa che l’occupazione nazista ci è costata 1 milione di morti e la distruzione totale del nostro paese, com’è possibile per noi greci di accettare le minacce della sig.ra Merkel e l’intenzione dei tedeschi di installare un nuovo gaulaighter… e questa volta con la cravatta… E per dimostrare quant’è ricca la Grecia e quanto lavoratori sono i greci, che sono coscienti del Obbligo di Libertà e dell’amore verso la propria patria, è l’epoca dell’occupazione nazista dal 1941 all’Ottobre del 1944. Quando gli SS e la fame uccidevano 1 milione di persone e la Vermacht distruggeva sistematicamente il paese, derubando la produzione agricola e l’oro dalle banche greche, i greci hanno fondato il movimento di solidarietà nazionale che ha sfamato la popolazione ed hanno creato un esercito di 100.000 partigiani che ha costretto i tedeschi di essere presenti in modo continuo con 200.000 soldati. Contemporaneamente, i greci, grazie al proprio lavoro, sono riusciti non solo a sopravvivere ma a sviluppare, sotto condizioni di occupazione, l’arte neo greca soprattutto i settori di letteratura e di musica. La Grecia ha scelto la via del sacrificio per la libertà e la sopravvivenza. Anche allora ci hanno colpito senza ragione e noi abbiamo risposto con la Solidarietà e la Resistenza e ci siamo riusciti. La stessa cosa esattamente facciamo anche adesso ed abbiamo la certezza che il vincitore finale sarà il popolo greco. Questo messaggio mando alla Sig.ra Merkel ed al Sig. Soible, dichiarando che rimango sempre amico del Popolo Tedesco ed ammiratore del suo grande contributo alla Scienza, la Filosofia, l’Arte e soprattutto alla Musica! E forse, la miglior dimostrazione di questo è che tutto il mio lavoro musicale a livello mondiale, l’ho affidato a 2 grandi editori tedeschi “Schott” e “v. Breitkopf” con cui ho un’ottima collaborazione. Ci minacciano di mandarci via dall’Europa. Ma se l’Europa non ci vuole 1 volta, noi, questa Europa di Merkel e Sarkozi, non la vogliamo 10 volte. Oggi è domenica 12 Febbraio. Mi sto preparando per prendere parte con Manolis Glezos, l’eroe che ha tirato giù la svastica dall’Acropolis, dando così il segnale per l’inizio non solo della resistenza greca ma di quella europea contro Hitler. Le strade e le nostre piazze si riempiranno di centinaia di migliaia di cittadini che esprimeranno la propria rabbia contro il governo e la troica. Ho sentito ieri il nostro Primo ministro – banchiere rivolgendosi al popolo greco, dire che “siamo arrivati all’ora zero”. Chi, però, ci ha portati all’ora ZERO in due anni? Le stesse persone che invece di trovarsi in prigione, ricattano i parlamentari per firmare il nuovo accordo, peggio dal primo, che sarà applicato dalle stesse persone con gli stessi metodi che ci hanno portato all’ora ZERO! Perché? Perché questo ordina l’FMI e l’Eurogroup ricattandoci che se non obbediremo ci sarà il fallimento… Qui assistiamo al teatro della paranoia. Tutti questi signori, che in sostanza ci odiano (greci e stranieri) e che sono gli unici responsabili della situazione drammatica alla quale hanno portato il paese, minacciano, ricattano, ordinano con l’unico scopo di continuare la loro opera distruttiva, cioè di portarci sotto l’ora ZERO, fino alla nostra sparizione definitiva. Siamo sopravvissuti nei secoli, in condizioni molto difficili ed è certo che se ci porteranno con la forza, con la violenza, al penultimo gradino prima della nostra morte, i Greci, non solo sopravvivranno ma rinasceranno. Questo momento, presto tutte le mie forze all’unione  dinamica del popolo greco. Sto cercando di convincerlo che la Troica e l’FMI non è una strada senso unico. Che esistono anche altre soluzioni. Guardare anche verso la Russia per una collaborazione economica, per lo sfruttamento delle nostre ricchezze minerarie, con condizioni diverse, a favore dei nostri interessi. Per quanto riguarda l’Europa, propongo di interrompere l’acquisto di armamenti dalla Germania e dalla Francia. E dobbiamo fare tutto il possibile per prendere i nostri soldi, che la Germania ancora non ha saldato dal periodo della guerra. Tale somma ad oggi è quasi 500 miliardi di euro!!! L’unica forza che può realizzare questi cambiamenti rivoluzionari è il popolo greco, unito in un enorme Fronte di Resistenza e Solidarietà, per mandare via la Troica (FMI e Banche) dal paese. Nel fra tempo devono essere considerati nulli tutti gli accordi illegali (prestiti, tassi d’interesse, tasse, svendita del paese ecc.). naturalmente, i loro collaboratori greci, che sono già condannati nella coscienza popolare come traditori, devono essere puniti. In questo scopo (l’Unione di tutto il Popolo) sono totalmente dedicato e credo che alla fine ce la faremo. Ho fatto la guerra con le armi in mano contro l’occupazione nazista. Ho conosciuto i sotterranei della Gestapo. Sono stato condannato a morte dai Tedeschi e sono vivo per miracolo. Nel 1967 ho fondato il PAM, la prima organizzazione di resistenza contro i colonnelli. Ho agito nell’illegalità contro la dittatura. Sono stato arrestato ed imprigionato nel “mattatoio” della dittatura. Alla fine ho sopravvissuto ancora. Oggi ho 87 anni ed è molto probabile non riuscire a vedere la salvezza della amata patria. Ma morirò con la mia coscienza tranquilla, perché continuo a fare le mie battaglie per gli ideali della Libertà e del Diritto fino alla fine.”
Mikis Theodorakis

da Wikipedia:

Mikis Theodorakis, (in greco Μίκης Θεοδωράκης, IPA: [ˈmikis θe̞ˌo̞ðo̞ˈrakis] (Isola di Chio, 29 luglio 1925), è  un compositore greco, famoso anche per il suo impegno nella vita politica del suo paese.

Diplomato al Conservatorio dell’Odeion, negli anni cinquanta compone pezzi sinfonici, musiche per balletto e per film. In seguito approda alla canzone popolare greca, collaborando con il poeta Yiannis Ritsos.

Durante la dittatura militare dei colonnelli (1967-1974) viene imprigionato e torturato, mentre la sua musica viene proibita. Scrive in quel periodo, canzoni tratte da poesie del patriota greco Alexandros Panagulis.

Punto di riferimento per l’opinione pubblica di sinistra, al ritorno della democrazia in Grecia, quando il governo socialista guidato da Andreas Papandreou si trova al centro di alcuni scandali di corruzione, Theodorakis per qualche tempo si schiera con il centro-destra, riconciliandosi con la sinistra soltanto dopo l’uscita di scena di Papandreu.

In Italia la sua notorietà è legata principalmente alla composizione della colonna sonora del film Zorba il greco (1964), nota anche come Sirtaki, nonché alla versione in italiano di alcune canzoni quali Ragazzo che sorride e Un fiume amaro. In quel periodo instaura un rapporto di collaborazione con Iva Zanicchi, per la quale scrive i brani dell’album Caro Theodorakis…Iva: il singolo Un fiume amaro vende oltre un milione di copie. Per Milva scrive l’album Come spiegarti, disco d’oro in Germania nella versione tedesca con il titolo Von Tag zu Tag, successivamente inciso anche in francese.

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Sabato sera sono andata a vedere Draquila di Sabina Guzzanti e posso dire che è un gran film, da vedere prima che sparisca dalle sale. Non bisogna aspettarsi un film comico, anche se a tratti si ride. Direi anzi che è tragico, perché dipinge il meccanismo della sottile dittatura che ci affligge. Si esce dalla sala con un grande scoramento. E’ un film documentario sulla ricostruzione post-terremoto a L’Aquila, si potrebbe dire sulla decisione di gettare una città d’arte al macero e sostituirla con delle new-towns maggiormente controllabili da un big-brother, che molto somiglia a quello di George Orwell. Prove tecniche di una dittatura che ha già delle solide basi. Più che l’inchiesta (molto ben documentata) sugli scandali che hanno accompagnato il terremoto e il dopo terremoto, il film ci da’ una lettura della sua autrice che a mio avviso è molto condivisibile, anche se sconvolgente. La teoria è quella che una delle più belle e storiche città d’Italia, oltre ad essere servita a stornare denaro a favore di esponenti del governo nazionale in carica e del Vaticano, è anche stato un giocattolo in mano al nostro Premier, che si è divertito ad imporre il suo ideale stile di vita, con una forza di persuasione che dal paternalismo spinto è arrivato a vere e proprie forme di violenza, psicologica e a volte fisica. La forza del film è quella di mostrare il consenso all’operazione da parte delle vittime del raggiro. La maggior parte dei terremotati intervistati loda profusamente il Premier, osannandolo come salvatore, però proprio dal loro consenso puoi accorgerti del danno già fatto: queste persone sono irrecuperabili. Il loro lavaggio del cervello è iniziato tanti anni fa, con la sintonizzazione del televisore di casa su Canale 5, il resto è stato prodotto in quel momento di debolezza psicologica che segue ad una tragedia in cui, se sopravvivi, hai comunque perso la tua vita (affetti, casa, oggetti, punti di riferimento geografici, simboli di convivenza civile). E’ proprio una tecnica criminale quella in cui un complice procura un allarme (rapimento, stupro, rapina) e un altro complice si presenta come salvatore per compiere il reale delitto, la vittima si fida completamente del salvatore e prima che possa accorgersi della realtà il danno è già fatto. Così gli abitanti di una città  di medie dimensioni (e di un notevole numero di piccoli comuni) si sono trovati in balia di una organizzazione paternalistica che li ha privati delle libertà civili. Li ha costretti ad abbandonare case non compromesse dal sisma, ha decretato alla distruzione la storia dei loro luoghi, li ha recintati in tendopoli che sembravano campi di concentramento: gli estranei non potevano entrare, non si potevano distribuire volantini e appendere striscioni, non ci si poteva riunire per discutere, neanche eccitarsi bevendo caffè e coca cola, però si mangiava bene e si poteva vedere la televisione. La città e i paesi colpiti sono stati dichiarati morti perché la tentazione del potere assoluto sulla gente è diventato irresistibile. Vi ricordate il funerale di Raimondo Vianello in cui il premier carezzava la testolina della vedova come fosse un giocattolino, ridacchiando sotto i riflettori? Questo è il suo Partito dell’amore: amore possessivo, amore sciacallo. Potere assoluto sullo stile di vita dei sudditi. Così lui progetta le case delle sue new-towns, sceglie le suppellettili, persino la paletta e la scopa, come fosse di fronte al monitor a giocare al videogioco The Sims.

Del resto, come recita nel film la voce fuori campo di Sabina Guzzanti, Berlusconi ha iniziato costruendo casette e questo sembra essere il gioco che maggiormente lo diverte, perché più che proporre dei nuclei abitativi lui propone il suo mondo ( in questo caso fatto di laghetti artificiali, programmi televisivi, pubblicità e centri commerciali). Questo è il meccanismo di ogni dittatura che si rispetti e come giustamente sostiene uno degli intervistati da Sabina Guzzanti, le dittature non sono soltanto quelle che torturano e ammazzano (anche se qualche torturato, e morto, in Italia c’è scappato). Il lavaggio del cervello, totale annientamento di ogni forma di dissenso, è una sottile dittatura forse più pericolosa di quelle violente, perché alla violenza prima o poi ci si ribella, non fosse altro perché non si ha più nulla da perdere. Ad una dittatura che riesce a convincerti che la miseria che hai, fatta di calcio, centri commerciali e televisioni, è tutto ciò che si può desiderare al mondo, non trovi molte ragioni per opporti e questa è la ragione per cui questa sottile dittatura è destinata a durare. Nel frattempo, si impedisce la crescita delle coscienze, con la mortificazione di tutto ciò che ascrivibile al concetto di cultura: dalla scuola pubblica alle università, dalle biblioteche alle città d’arte, dal cinema al teatro, dall’editoria al patrimonio museale, dalla musica alla letteratura e alla poesia. A quest’ultimo proposito basta guardare il nostro Ministro della Cultura, Sandro Bondi, creatore di un genere poetico che molto si ispira a quello all’amor cortese dei menestrelli medievali, con la sua poesia gentile a favore della castellana amata, cioè il suo Premier. Nel frattempo da Ministro deputato ha avuto le mani basse per distrugge la vera cultura, quella che intimidisce lui e il suo Premier  che non hanno gli strumenti per comprenderla, magari mangiandoci sopra. Prova ne è l’esordiente scandalo sulla ristrutturazione del Museo degli Uffizi, che vede coinvolto proprio lui, che si rifiuta di rappresentare il nostro paese al festival di Cannes, reputandolo colpevole di aver accettato fuori concorso  Draquila, “un film che scredita l’immagine dell’Italia”. Giudicate voi chi scredita l’Italia.

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“Non si può governare attaccati da pubblici dipendenti quali sono i giudici” è l’ultima perla partorita dalla bocca di un uomo afflitto dalla mancanza di contraddittorio, cosa che costituisce la sua e la nostra tragedia. “Ditegli sempre di si” era il titolo di una commedia Eduardo De Filippo che parlava di un pazzo, però la pazzia non si applica al nostro premier; si offenderebbero altrimenti tutte quelle magnifiche persone che amano perdersi nei meandri della mente, entrando alternativamente in contatto col prossimo, sviluppando angoli di creatività inaccessibili ai più e mancando spesso di senso pratico. No, il nostro premier non è pazzo, è soltanto viziato dai soldi e dal potere e non riesce ormai a distinguere la fiction della sua vita dal mondo reale, fatto di fatica e brutture, però vario e vitale. Il suo “Truman show” non prevede la noia di mediare col resto del mondo: perché doversi sottoporre al giudizio della magistratura, perché essere infastiditi da una parte seppur minoritaria di stampa dissenziente, perché essere derisi da programmi satirici? Dalla sua postazione sembra facile fendere l’aria con un machete che neutralizzi qualsiasi diversità e, mancando molto in originalità, il nostro premier desidererebbe un cliché visto e conosciuto che si chiama dittatura. Tuttavia è tanto tenace nel proporlo che agli Italiani sono cascate le braccia, come a quei genitori vinti da figli troppo capricciosi, che si scambiano sguardi esausti accompagnati da frasi del tipo: “per favore faglielo fare che non ne posso più di sentirlo strillare”, solo che a forza di dare e concedere si arriva al punto che il bimbo diventa ingestibile e non si contano più le varietà delle sue maleducazioni. Per esempio si era pensato di renderlo immune da ogni processo, tanto per evitargli di distruggere l’intero sistema giudiziario italiano, ma non basta, perché la fantasia del personaggio è inarrestabile. E’ già riuscito ad aggirare il tedioso passaggio del parere del parlamento su ogni decisione da prendere, nominando da solo i membri della sua maggioranza, ma non ha risolto il problema perché ci sono sempre nuove elezioni e nuovi sondaggi. Poi lui vorrebbe vedere sempre gente entusiasta del suo operato al posto di tanti musi e derisioni e disoccupati che gli ricordano che il paese è precipitato nella peggiore crisi economica dal dopoguerra. Ed è afflitto dal terrore che la gente non lo ami, così che ricorre ad ogni stratagemma per suscitare affetto o quantomeno pietà e… dove si andrà a finire?

No, la cosa così non può funzionare, è arrivato il momento di gridare un bel no. E’ arrivato il momento di rientrare nella pratica della democrazia, che è una cosa molto faticosa e sulle cui regole si dibatte da migliaia di anni, ma dalla quale non si può fuggire.

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