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Posts Tagged ‘e-book’

Sono fra quelli che guarda con curiosità ai cambiamenti introdotti dalle nuove tecnologie: on demand, self publishing, diffusione dei blogs. Questo, unito alla progressiva estinzione della carta stampata e dei critici con adeguato stipendio, porterà ad una contrapposizione frontale fra: critici di parte (riconducibili all’industria dell’editoria e dei premi letterari) e moltitudine di blogger e lettori più o meno competenti. Il problema della competenza per me è pretestuoso perché da un lato non ho molte garanzie sulla imparzialità di molti critici “ufficiali” o sulla buona scelta editoriale delle maggiori case editrici, mentre nella vastissima produzione di critica nei blog e nelle recensioni di amazon o anobii si nascondono lettori veramente competenti, liberi dai condizionamenti del mercato, capaci di scovare capolavori nascosti.

Io nel frattempo ho smesso di attendere un editore per il mio romanzo “Elda”, rivolgendomi alle nuove friontiere dell’editoria on demand e digitale.

Per avere il romanzo “Elda” in formato kindle tramite Amazon cliccare

Il formato cartaceo si può invece ordinare tramite LaFeltrinelli cliccando sulla copertina quì sotto.

Elda, Romanzo di Maria Adele Cipolla

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Il mio precedente post sull’e-book è stato accolto con una palpabile diffidenza, a parte il commento positivo di Leonarda. Nel frattempo la Apple ha presentato ieri il suo iPad,  magico ed elegante come tutti i prodotti della meravigliosa mela. L’iPad consente di fare tutto ciò che si fa con un portatile (collegarsi, occuparsi della posta, scrivere, leggere libri, giornali e riviste) ma con dimensioni e peso specifico molto ridotti, contiene di tutto (musica, file, immagini, video) e solletica il sogno nascosto di ognuno di portarsi la casa appresso come fa una lumaca. Sarà difficile resistervi, anche se la mia tattica è quella di aspettare la seconda generazione di ogni gadget, in attesa di capire quale sarà il formato supportato universalmente e vedere abbattere i prezzi.  Dovrò quindi attendere un anno o due ma è inutile dire che lo vorrei già fra le mani. Non ho ancora capito, e forse non lo sa neanche chi l’ha creato, quante cose effettivamente si faranno con questo tipo di oggetto, forse ognuno si orienterà verso ciò che gli è più congeniale, ma è un fatto che a breve distanza dal lancio in America del Kindle e degli altri lettori di e-book, la Apple riesce ad uscire fuori, diremo proprio dalla tasca, un lettore che riproduce magnificamente le immagini a colori (era l’unica pecca degli altri lettori di e-book).

Il vero dilemma sarà scegliere il formato: chi lavora molto con le immagini come me sarà più orientato verso un  gadget come l’iPad, che però è più grande e quindi meno pratico da portare sempre con se, mentre chi lo vorrà usare per leggere romanzi e sentire musica sceglierà il formato più piccolo. E’ chiaro che avere con se musica e testo nello stesso aggeggio sarà un fatto rivoluzionario che non potrà portare altro che ad incentivare l’atto della lettura. E cosa succederà al mondo figurativo? Io già non tocco un pennello o un pennino da 5 anni, perché disegno e coloro con la tavoletta grafica, non ho più gli enormi cassetti di un tempo dove conservavo le mie opere, non le stampo neanche e utilizzo sempre meno perfino lo scanner, tutta la mia professione passa ormai attraverso una realtà virtuale, dal disegno tecnico a quello figurativo. Forse io sono un’eccezione e tendo a correre troppo, ma è grazie alla tecnologia che sono riuscita a superare le difficoltà fisiche dovute all’artrite, per me l’innovazione è sempre benvenuta e pazienza per la carta, ne soffriranno meno le foreste.

MEDIA-TREK di Ernesto Assante

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Nell’Italia sempre in ritardo, si avvia scettico e murmureggiante il dibattito sull’uso dell’ e-book, quando già Amazon propone la terza versione del suo Kindle, a cui si aggiungono il Nook di Barnes & Noble, l’e-book della Sony e molti altri. La maggior parte dei commenti di scrittori ed editori italiani vanno sommandosi ai tanti luoghi comuni che ormai circolano sull’uso della rete: “Wikipedia non è certificata quanto l’enciclopedia Britannica” “su internet circolano i pedofili” “facebook è eversivo”, senza prevedere cosa succederà quando l’e-book scoprirà il nostro punto debole, che è quello di scrivere in una lingua comprensibile ad una minima percentuale di lettori globali.

Mi piacerebbe vivere di certezze quanto taluni che liquidano l’argomento con la frase: “il piacere di sfogliare un bel libro non ce lo toglierà mai nessuno” ma, può piacere o no, c’è una fetta considerevole di mercato sempre più orientata su ciò serve, indipendentemente (e dico io, per fortuna) dalle massive campagne pubblicitarie che accompagnano il lancio di un nuovo gadget, basti pensare che gli SMS sono stati proposti per caso e Facebook è sorto come ausilio di vecchi compagni di college.

Mio cognato Douglas è il tipico docente universitario americano, con tanto di barba bianca e sguardo pensieroso, uno che immagini seduto davanti al camino circondato da pile di volumi, sprofondato in una vecchia poltrona di pelle, con un gatto appollaiato sulle ginocchia, una mug di caffè bollente in una mano e nell’altra… il fascinoso libro cartaceo. Invece nelle quattro ore di attesa all’emergency room, a seguito della caduta di mia suocera, Douglas ha estratto dalla tasca il suo Kindle e ha letto un intero volume. Noi altri, presi alla sprovvista dalla situazione, avevamo a disposizione soltanto dei noiosi depliants su come effettuare le donazioni alla struttura medica.

Quello che adesso dobbiamo chiederci è cosa significherà, nell’economia globale del futuro, la sostituzione di una parte crescente di ore spese nella lettura, dalla pratica cartacea a quella virtuale, soprattutto dobbiamo chiederci se questo porterà a leggere di più e meglio o se invece accadrà il contrario. Invito quindi a riflettere:

1) Sulla scoliosi dei nostri figli e nipoti, costretti a trascinare sulle spalle trenta chili di libri ogni giorno. Su quanto spende ogni famiglia per i testi scolastici.

2) Sulla minaccia di sparizione di ettari di foreste, abbattute per fabbricare la carta.

3) Sulla spesa di carburante degli aeroplani, il cui carico dei bagagli è per una considerevole percentuale costituita  da libri che trasciniamo avanti e indietro, spesso senza riuscire a leggerli.

4) Sulla quantità di sciocchezze che leggiamo in metropolitana, nelle anticamere di medici e parrucchieri, perché abbiamo dimenticato di portare un libro o l’abbiamo lasciato a casa perché pesava troppo.

5) Sul costo enorme di stampa, distribuzione e trasporto di ogni testo.

6) Sulla difficoltà degli anziani nel leggere i minuscoli caratteri delle edizioni economiche e sul costo della voce “lettura” nel magro budget di un pensionato.

7) Mettiamo anche la mia artrite, che mi fa dolere il braccio quando giro le pagine leggendo a letto.

Giovedì sera a Bruxelles ho cenato in un vecchio e confortevole locale vicino piazza Santa Caterina, le cui pareti erano interamente ricoperte da scaffali di libri, da prendere e consultare, in pratica i libri si sostituivano alla carta da parati. So benissimo che perderemo tutto questo, che nella migliore delle ipotesi il piacere di sfogliare delle pagine di carta rientrerà in quel novero di attività old-fashion, piacevoli e anacronistiche, che ci concediamo nella consapevolezza di pagarle esageratamente, come il calore del camino, il pane cotto a legna, il treno a vapore, una giacca cucita dal sarto, l’ascolto di dischi in vinile o addirittura in bachelite. Tuttavia sono abbastanza realistica per capire che è inutile chiude gli occhi. Piuttosto pensiamo ai vantaggi di ciò che è inevitabile. Pensiamo ad esempio che probabilmente sparirà il monopolio dei distributori di libri (è già successo nel campo della discografia), quelli che al momento decretano il successo o meno di un titolo. Gli scrittori emergenti potrebbero anche sperare la fine delle lunghe attese per le risposte degli editori e, chissà, forse si libereranno dal consiglio ricorrente di orientarsi verso i gialli o i fantasy, perché il pubblico quello vuole. Magari il pubblico sceglierà da solo cosa leggere e non è detto che andrà verso il peggio, dal momento che adesso i titoli maggiormente venduti sono le memorie di calciatori e cantanti. I blogger come me avranno infine tutto da guadagnare, soprattutto se chi scrive sa già che di sola scrittura non si campa, mentre è bello condividere ciò che si scrive.

Aggiornamento sull’argomento: La sfida dell’e-book, l’Italia è pronta, di Maurizio Bono

Colloquio con Jeff Bezos: fondatore di Amazon e inventore del Kindle

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