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Posts Tagged ‘festini’

Dalla Buy alla Bongiorno tutte mobilitate
“Il caso Ruby devasta la nostra dignità”
“Il modello di relazione tra donne e uomini ostentato da una delle massime cariche dello Stato (…) – hanno scritto in un appello – legittima comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando?”. Il 13 febbraio: le donne italiane si stanno mobilitando per organizzare quel giorno manifestazioni in tutte le città italiane. Donne celebri e donne qualunque.

Il programma di Palermo:

ore 10.00 concentramento piazza Croci, in corteo fino a Piazza Verdi
ore 11.00 piazza Verdi, davanti il teatro Massimo, free-session di donne. Musica, teatro, danza, letture… un “palco aperto” dove si alternano donne, soprattutto giovani, che hanno qualcosa da dire, ognuna con un linguaggio diverso.

10 minuti l’una di musica, teatro, danza, letture (a tema, ironiche, serie, trasgressive…) insomma una specie di “palco aperto” dove si alternano donne che hanno qualcosa da dire o da suonare/cantare.

date tutti una mano a diffondere e organizzare questa iniziativa.

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A Amore Inteso come culto della (sua) personalità e mai come base di un rapporto paritario
B Berlusconata Nel prossimo dizionario Garzanti il termine sarà indicato come sinonimo di “cafonaggine”
C Cultura Per lui è come l’aglio per un vampiro
D Donne Intese come entità multipla, nell’incapacità di intrattenere relazioni sentimentali con una sola di esse
E Escort Lavoratrici pagate in nero perché prima si turino il naso e poi stiano zitte
F Festini Occasioni in famiglia a casa Berlusconi
G Ghedini Rende verosimilmente legale ogni malefatta
H Harem La sua famiglia
I Istruzione Quella pubblica l’ha distrutta con la filosofia delle tre I
L Lodo Legge imposta col voto di fiducia
M Maschilismo Quasi che il termine l’avesse inventato lui
N Nano Nessuno deve essere deriso per la propria statura, ma se porta i tacchi interni…
O Omosessuali Dovrebbe inchinarsi al loro cospetto
P Parrucchino Sostanza plastica compatta da applicare al cuoio capelluto
Q Questura di Milano Guardiola del suo Palazzo
R Rosa Bossi La sua mamma, l’unica donna che abbia mai amato
S Stupefacenti Non sono le sue gesta ma le sostanze chimiche che sembra circolino nei suoi festini
T Televisioni Al plurale sono quelle sue, la televisione invece speriamo gli sopravviverà
U Unto del Signore Lo dice lui
V Viagra Se con lui funzionasse staremmo tutti meglio
Z Zerbini Giornalisti al suo soldo


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Ormai cadono le braccia ad ogni sua battuta e non ci si stupisce più di nulla, il personaggio è quello che è e sarebbe impensabile aspettarsi dalle sue labbra parole sensate, soprattutto adesso che lui si sente braccato. Straparla nel tentativo, spesso riuscito, di soverchiare di battutacce le nubi che si addensano sul suo comportamento. Il problema ormai non è quel che dice ma perché sta lì. Il mondo è pieno di sbruffoni, di maniaci del sesso, di truffatori, di anziani ridicoli che non riescono a reggere il peso della propria sopraggiunta impotenza. Il nostro problema però è la triste consapevolezza di dover contare su di lui, dover dipendere dalle sue decisioni, dalle sue ricette per affrontare la crisi economica, che ovviamente lui non ha. Sembra quella scena da “Via col vento” in cui la protagonista chiede angosciata al padre “adesso come faremo?” e il padre risponde in modo insensato, mostrando chiari segni di squilibrio. Siamo un popolo in balia di un uomo che mai è stato all’altezza  di un ruolo istituzionale, ma che adesso soffre di una brutta vecchiaia, che lo rende inabile persino ad amministrare un condominio. Il guaio siamo noi, che non riusciamo a mandarlo in pensione, che non riusciamo a difenderci dall’offesa di essere da lui rappresentati, sbeffeggiati, derisi. Siamo un popolo che non riesce a pretendere il rispetto del ruolo della donna e della diversità di genere, che non riesce a difendere la libertà di espressione, il bilanciamento dei poteri dello stato, la sua laicità, che non riesce ad essere orgoglioso della propria cultura, che non riesce a ribadire il valore della contaminazione, un popolo che in tutta la sua gloriosa storia riesce ad attingere esempi solo dai tristi epiloghi dell’Impero Romano e della Repubblica di Salò. Il problema siamo noi e da questo momento in poi, ogni sua battuta sarà come detta da noi, ce ne dovremo assumere la responsabilità, perché nostra sarà la colpa di avergli permesso di rappresentarci e di non essere poi riusciti a pensionarlo dalla nostra storia.

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