Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Palermo’

Confesso di essermi rassegnata, negli ultimi anni, all’inverno del nostro scontento. Mi accorgo anche che una categoria di questo blog, nato nel decennale e triste gelo palermitano, si chiama “Palermo remota frontiera”. Nessuna previsione mi faceva sognare questa meravigliosa primavera, credevo di morire nel grigiore, ne ero ormai rassegnata e vorrei tanto che arrivi il momento di chiamare la categoria “Palermo capitale d’Europa”. Calma, non corriamo, vigiliamo il cambiamento, aiutiamo la nuova giunta, fiancheggiamola, anzi marchiamola ai fianchi se sbaglia. Mi sembra comunque che stia partendo molto bene. Nel frattempo mi rifaccio il look ed esco di casa, mi trucco, dimagrisco, vedo gente, rido, ma da quanti anni non mi sentivo così? Già la città pullula di attività, in realtà programmate prima dell’inaspettata vittoria, ma lo stesso tutto ha un sapore diverso, di libertà. Che meraviglia, certa gente sembrava sepolta nelle proprie case, del resto lo ero anch’io. Adesso sembriamo i “babbaluci”, che dopo la pioggia escono fuori dall’uscio con le antenne alzate. Direi di cambiare anche questo blog, nome nuovo (non più il mio first name) e nuova testata, con la moltiplicazione di una scena dello spettacolo “Palermo Palermo” della compianta Pina Bausch, per me l’emblema della nostra primavera.

Read Full Post »

ImmagineQuelli che votano Leoluca Orlando perché …

– tra tutti i candidati a sindaco di Palermo è quello più dotato delle caratteristiche necessarie (passione, esperienza, competenza e relazioni internazionali) per risollevare la città dalla disastrosa situazione in cui l’hanno lasciata le giunte Cammarata e tutte le forze politiche di centro-destra che le hanno appoggiate;

– il suo programma non è un libro dei sogni da delegare ad un leader, ma un progetto realistico e collettivo che richiede partecipazione e controllo dal basso, che, guardando al presente e al futuro, si pone in continuità con le realizzazioni prevalentemente positive delle Giunte della “primavera palermitana”, facendo tesoro anche della riflessione sugli obiettivi mancati e sui limiti di quell’esperienza;

– non farà mai alleanze con quanti hanno sostenuto le Giunte Cammarata, con quanti sostengono il Governo Lombardo e, più in generale, con tutti gli opportunisti e i trasformisti sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori;

– la sua elezione a Sindaco avrebbe un valore che va oltre la città di Palermo, potrebbe contribuire ad un analogo cambiamento al Governo della Regione per rompere il sistema di potere clientelare e consociativo che da troppo tempo soffoca la Sicilia.

Primi firmatari:

Annalisa Aiello, Piera Anello, Flora Arcuri, Gilda Arcuri, Angela Maria Arici, Marcello Arici, Massimo Attanasio, Maria Luisa Balbo, Piero Barbera, Silvano Barraja, Agata Bazzi, Marco Betta, Giuliette Blamont, Antonio Blandino Alamia, Eugenio Blandino Alamia, Lucia Bonaffino, Giuseppe Bono, Antonio Boscia, Maria Pia Bottino, Giuliana Brucato, Salvatore Brucato, Pippo Bruno, Adele Bucalo Triglia, Alessandro Busacca, Giuseppe Cabibbo, Aurelio Calafiore, Piero Caldarera, Augusto Canonico, Francesco Cantafia, Corrado Carpintieri, Antonio Chella, Giuseppe Cipolla, Maria Adele Cipolla, Saverio Cipriano, Emilia Colajanni, Luigi Colajanni, Carlo Columba, Michele Cometa, Aldo Costa, Mario Cottone, Francesco Crescimanno, Zaher Darwish, Anna Maria De Filippi, Giusi De Santes, Gabriella Di Buono, Margherita Di Girolamo, Michele Di Girolamo, Flora Di Legami, Pippo Di Liberto, Bruno Di Maio, Enrico Di Stefano, Alfonso Dilio, Daniela Dioguardi, Giovanna Dolcemascolo, Amedeo Falci, Cristina Fatta Del Bosco, Salvo Fedele, Francesco Ferla, Emilia Ferruzza, Giovanni Fiandaca, Aldo Fici, Maria Floriano, Anna Flugy, Sergio Franchina, Mosè Galluzzo, Rosellina Garbo, Marina Gaziano, Giovanni Gentile, Vincenzo Gervasi, Maurizio Giambalvo, Daniela Giangrasso, Emanuele Giarrizzo, Arturo Grassi, Annalisa Greco, Mimma Grillo, Filippo Grippi, Francesco Guadalupi, Maria Guagliardito, Riccardo Gueci, Francesco Guttadauro, Maurizio Guzzardo, Loredana Iapichino, Rosalba Imburgia, Serena Indovina, Claudia La Franca, Maurizio Leone, Giuseppe Lo Manto, Caterina Lo Presti, Girolamo Lo Verso, Maria Grazia Lunetta, Alessandra Manzella, Anna Maraventano, Maria Luisa Marchetta, Giuseppe Carlo Marino, Rosalia Marino, Antonio Marsala, Giovanni Mazzara, Lucia Mazzarella, Sergio Milan, Giancarlo Minaldi, Daniela Moggi, Maria Luisa Mondello, Clara Monroy, Donatella Natoli, Giuseppe Nicolaci, Valeria Parasporo, Eugenia Parodi Giusino, Francesco Petruzzella, Giusto Picone, Maria Gabriella Pucci, Tiziana Raia, Maurizio Raineri, Gianna Ratto, Leontine Regine, Gabriella Renier Filippone, Laura Restuccia, Antonio Riolo, Claudio Riolo, Fernando Riolo, Rosana Rizzo, Santi Rizzo, Antonio Romano, Michelina Sacco, Filippo Salvia, Leonardo Samonà, Fabio Sanfilippo, Anna Sangiorgi, Giovanni Saverio Santangelo, Salvatore Savoia, Daniela Schimicci, Elio Sciarrino, Armando Sorrentino, Giuseppe Sunseri, Rosemarie Tasca, Anita Titi Basile, Sebastiano Torcivia, Pino Toro, Maurizio Toscano, Francesca Traina, Alberto Tulumello, Diamante Turri, Carolina Tutone, Renato Tutone, Donatella Urso Grasso, Mirella Urso, Francesca Vassallo, Vittorio Villa, Teresa Vittorelli Corrao

Per aderire, scrivere a quellichevotanoorlandosindaco@gmail.com indicando nome e cognome

l’appello autofinanziato dai firmatari è comparso stamattina su Repubblica Palermo

Read Full Post »

Mai vista tanta gente a Palermo dagli anni delle stragi, ci abbiamo lavorato un pugno di donne per 10 giorni senza l’aiuto di partiti e sindacati. La ricetta? La gente voleva solo un fischio perché non ne poteva più. Grazie Palermo, oggi mi sento meno straniera nella mia città e mi vergogno meno di essere italiana.

Ci sarà una Assemblea giovedì 3 marzo alle ore 15.00 presso
l’AULA MAGNA della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo

Dopo lo strepitoso successo del 13 febbraio a Palermo ci siamo prese qualche giorno per riflettere, mentre il gruppo “Se non ora quando a Palermo” su facebook ha mantenuto vivo il dibattito. Anche questo è un grande successo, significa infatti che chi è sceso in piazza, oltre a voler manifestare la propria rabbia ha il desiderio di ragionare e confrontarsi. Ecco perché ci interessa continuare, purché in modo costruttivo, creativo e propositivo. Ci siamo chieste cosa abbia spinto tanta gente a scendere in piazza, generazioni diverse, generi diversi, diverse estrazioni sociali. Crediamo che il comune denominatore sia stato il rifiuto, non tanto di un personaggio, quanto dello stile di vita che costui ha imposto (con i propri mezzi) al nostro paese. Il tema che quindi vorremmo analizzare con voi è il ruolo della donna nell’Italia berlusconiana, dividendoci se necessario per aree tematiche, ma lavorando concretamente perché si producano manifesti politici ed azioni di lotta pacifiche ed innovative. I gruppi dovrebbero lavorare in previsione di una manifestazione per il 3 o il 6 aprile, in concomitanza con l’inizio di un processo che, a nostro avviso, potrebbe giudicare non soltanto un uomo, ma uno scellerato modo di concepire la donna. Vediamoci quindi tutti, per la prima volta dopo il 13 febbraio, ringraziando il Preside della facoltà di Lettere dell’Università di Palermo che ci concede l’uso dell’Aula Magna. Non avremo molto tempo (l’aula è prenotata dalle 15 fino alle 19) quindi chiediamo di restare in tema (il ruolo della donna nell’Italia berlusconiana) e di rispettare rigorosamente i tempi di ogni intervento. Gradiremmo anche che si desse priorità a chi ha proposte concrete per azioni di lotta, soprattutto a donne e amici delle donne anonime/i e indistinte/i, chi cioè non ha ruoli di rappresentanza in partiti, sindacati e movimenti politici. Infine siate sinceri nell’indicare se parteciperete o meno (eventualmente variando il vostro “parteciperò” qualora decideste per altri impegni di non partecipare più), per ragioni organizzative abbiamo infatti bisogno di una stima quanto più veritiera possibile dei partecipanti.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Read Full Post »

Read Full Post »


Se cliccate su questo link verrà aperta una finestra ad una pagina nella quale sono conservati tutti i file utili a chi si sta attivando per promuovere la manifestazione del 13 Febbraio a Palermo. Basta cliccare su ogni file col tasto destro del mouse per scaricarlo. A poco a poco caricherò tutti i file utili per gli organizzatori.

Il logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito (comitato organizzativo romano) è unificante per tutte le manifestazioni del territorio nazionale. E’ anch’esso contenuto nel kit (in formato jpeg esteso) e può essere usato per fare magliette, spillette, bandiere, manifesti e tutto quel che di creativo vi viene in mente.

Read Full Post »

Succede di guardare la propria città quando la si mostra a qualcuno venuto per visitarla, così è anche adesso che abbiamo ospiti degli amici toscani. Pensi fra te e te che in fondo non è tanto male, ma sono le osservazioni dei visitatori che ti fanno riflettere su quello a cui non avevi fatto caso. Nella discesa agli inferi dei suoi ultimi anni, la meraviglia più frequente su Palermo riguarda il rumore dei motorini per l’acqua, praticamente in ogni portineria (fuori dalla Sicilia non si sa cosa siano) e la quantità di negozi di abbigliamento, nonostante i tempi di crisi. Gli amici in visita in questi giorni mi hanno poi fatto notare la varietà di anonimi sportelli bancari (riciclaggio di danaro mafioso?) e infine hanno chiesto qual’è stato il tempo in cui a Palermo non vi erano edifici in rovina. Questa è proprio una bella domanda, loro pensavano che la città avesse avuto un suo periodo florido e poi un decadimento, ma a pensarci bene non credo che sia stato così, secondo me anche ai tempi di Federico secondo c’erano ruderi di duecento anni prima. Jesse, le cui osservazioni sono sempre acute (non foss’altro perché è un povero alieno in questa città), ha risposto prontamente che Palermo manca di manutenzione. E’ facile dirlo adesso con i cumuli di rifiuti ovunque e i conseguenti roghi, è facile dirlo con un sindaco inesistente per il quale è inutile spendere parole di sdegno: è un ommo-e-niente che non doveva mai stare dov’è adesso, ma il solo fatto che i palermitani l’abbiano votato non una ma due volte, sta a significare il poco rispetto che hanno per la propria città. Palermo manca proprio di concetto di cittadinanza, questa è l’amara verità. Quando la compagnia di Pina Baush venne a fare il suo spettacolo su Palermo, il canovaccio fu scritto girando fra le vie del centro storico: la sera della prima sembrò scontato vedere i gesti ossessivi di un’attrice che lavava e strofinava il metro quadrato di marciapiede davanti alla sua porta, noi palermitani conoscevamo il rito di certe popolane ed era già oggetto di derisione, ma ciò non toglie che per un tedesco è una pratica assurda, quasi autolesionista, come i roghi che finiscono per intossicare chi li provoca. Ambedue le cose ricadono in quella mancanza di concetto di cittadinanza che ci contraddistingue, quel cannibalismo suicida che ci porta a distruggere ciò che condividiamo con gli altri, per salvaguardare invece qualcosa di personale che ci sembra più meritevole di attenzione: la propria casa contro l’aspetto urbanistico, l’interno della casa contro il suo esterno, la propria automobile contro la pubblica strada, la pensione anticipata dalla Regione Siciliana contro l’interesse della comunità, il posto di associato all’Università per il figlio del professore contro l’Università stessa.
Gli abitanti dell’isola di Pasqua si accorsero di avere distrutto l’intero proprio ecosistema solo dopo aver abbattuto l’ultimo albero (usavano i tronchi per trasportare le enormi statue) e dopo breve tempo rimasero senza cibo: molti morirono e gli altri dovettero abbandonare l’isola. Palermo è in un certo senso al suo ultimo albero: i soldi sono finiti, l’Università è finita, la città è al buio e ricoperta di spazzatura. Al contempo circolano tanti soldi, troppi, che in questi giorni vengono spesi nei saldi di stagione, e magari stanno conservati nelle banche locali dai nomi anonimi. Il problema è che nell’esaurirsi globale delle risorse primarie, Palermo non godrà più dell’aiuto altrui e resterà tagliata fuori dal mondo, come mai lo è stata. I giovani vanno a studiare altrove, altrimenti partono dopo aver capito che neanche la laurea li aiuta a trovar lavoro, specie se ottenuta all’Università di Palermo. I figli dei mafiosi costituiranno la classe dirigente del domani e di questo dovrebbe dolersi, non tanto la popolana assorbita dal suo metro quadro, quanto certa attuale classe dirigente illuminata, che ha cannibalizzato se stessa per la furberia di vivacchiare da dirigente regionale lavorando poco, producendo nulla e andando in pensione troppo presto. Dovrebbero dolersi quei docenti Universitari che hanno pensato solo al posto per i propri figli, quei dirigenti dei partiti di sinistra che hanno barattato la propria opposizione per un piatto di lenticchie. Ora la manna è finita anche per questi ultimi gattopardi ma la cosa non mi consola. Su gli altri, quelli come me, pesa la sconfitta, per non aver saputo infondere nei concittadini quel concetto di cittadinanza che sostiene le città normali, e dire che negli anni novanta c’eravamo quasi.

Read Full Post »