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Posts Tagged ‘Pallante’

Dal blog di Giuseppe Casarrubea

Il 14 luglio 1948 il segretario nazionale del Pci, Palmiro Togliatti, veniva aggredito da Antonio Pallante con una pistola avuta in quei giorni in Sicilia. Dopo la strage di Portella della Ginestra era la seconda volta che i neofascisti attaccavano il movimento democratico ricorrendo al delitto premeditato. Quello strano episodio non scatenò la guerra civile solo perchè lo stesso Togliatti diede disposizione a tutti i dirigenti comunisti di non accettare la provocazione.

Togliatti evitò la guerra civile diffondendo messaggi di moderazione dal suo letto d’ospedale e in quel caso non si trattava del gesto di uno squilibrato, ma di un attentato organizzato in ambienti neofascisti equivocamente legati ai servizi segreti. Ringrazio il mio amico Claudio Riolo per avermi ricordato le diverse reazioni, di allora e di oggi, alle provocazioni.
E’ quindi il caso di citare quelle odierne del capogruppo dei deputati PDL Fabrizio Cicchitto, senza dimenticare che egli è stato membro della loggia massonica P2:

A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal quel mattinale delle Procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri, che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi…
è da un partito come l’Idv, con il suo leader Di Pietro, che in questi giorni sta evocando la violenza, come se volesse trasformare lo scontro politico in atto in guerra civile fredda, che coinvolge anche settori più giustizialisti del suo partito…
non possono essere messe sullo stesso piano, neanche dalle nostre autorità istituzionali, due problematiche assai diverse: quella di chi, magari con un linguaggio non diplomatico, ha invocato una riforma costituzionale recuperando le obiezioni fatte da Togliatti e Calamandrei, e quelle dei Pm che hanno fatto trattenere il fiato al Paese e alla comunità internazionale, in attesa che gli oracoli di nuovo conio, gli Spatuzza e i fratelli Graviano, pronunciassero i loro verdetti, anzi le loro atipiche sentenze…
la mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. Ci auguriamo che questa aggressione e questo ferimento servano a qualcosa di più e che dal male venga qualcosa di bene… da questa situazione si esce solo disinnescando con leggi funzionali quell’uso politico della giustizia, un cancro che ha distrutto la prima Repubblica e sta minando anche la seconda…

Malgrado la maggioranza di governo abbia ormai reso vocabolario comune l’equivalenza fra comunismo e eversione, a me sembra che l’incitamento alla violenza venga proprio dagli esponenti di questo governo. Vorrei sperare che la voluta messa in mostra di un volto insanguinato sia stato determinato dallo stato confusionale in cui si è venuto a trovare il premier, altrimenti giudico rischioso e sconsiderato approfittare della propria sventura per incitare la folla. Personalmente vedo troppa solerzia nel cogliere l’occasione di un incidente deprecabile (capitato anche ad altri capi di stato) per sollevare il gradimento di un Premier ampiamente screditato e varare leggi contrarie alla pacifica manifestazione del dissenso. Troppo presto sono arrivati gli hacker in facebook, quel network che una settimana prima aveva contribuito alla riuscita di una grandiosa manifestazione, troppo presto abbiamo sentito il coro da tragedia greca delle ancelle del premier, tutte con lo stesso filo logico nelle loro lamentazioni mediatiche, come se l’ultima lezione alla scuola del “partito-azienda” fosse stata dedicata alla preparazione di tale evento. Tutto è molto strano e mi ricorda il “patriot act” di Bush dopo la tragedia delle Twin Towers, anche quello era un premier screditato e quella fu la sua occasione per restare al governo altri otto anni.

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